Gioco da tavolo

UN GIOCO CHE SA TRASPORTAR… CHI QUESTO MONDO VUOL LASCIAR

Attraversate la giungla, raggiungete il centro del tabellone per primi e poi gridate “Jumanji”.

Il gioco da tavolo ispirato all’omonimo film diretto da Joe Johnston è entrato a far parte della mia collezione. Ufficialmente l’ho acquistato per curiosità ma nel mio inconscio lo so bene: dalla prima volta che vidi quel film (grazie Robin Williams per avermi dato un’infanzia felice) mi è sempre rimasta quella voglia di “aspettare finchè un cinque o un otto non compare”.

Non caderci
Al tono è uguale
Restare fermi
E’ micidiale


L’esterno

Il tabellone si presenta in legno, ben rifinito e l’immagine ricalca proprio la stessa del film. Nota dolente è la mancanza di alto-rilievi; per quanto secondari, avrebbero aumentato la percezione tattile di trovarsi davvero tra le mani lo stesso gioco del film.

Si mette male
La missione;
Scimmie rallentano
La spedizione


Scopriamo Jumanji

L’interno è deludente. All’apertura, perdiamo parte del feeling di analogia col film. I lati non presentano alcuna dicitura e le caselle che ospitano le pedine hanno colori totalmente disallineati con lo stile dominante.
Il contenuto rialza decisamente l’asticella dell’immedesimazione; sorvolando sulle pedine (delle damigiane di vino colorate) troviamo delle carte e relativo decodificatore, un rinoceronte (??), una clessidra, un dado numerato e quattro dadi “salvataggio” da comporre applicandovi specifici adesivi.

Un cacciatore
Dalla giungla è venuto,
Ti fa sentire
Un bambino sperduto.


Giochiamo!

Il gioco è destinato a 2-4 giocatori. Ogni giocatore parte con una pedina ed un dado salvataggio. Per raggiungere il centro bisogna percorrere il sentiero prescelto; durante il percorso potete incappare in una casella rinoceronte, che vi permette di sbarrare la strada ad un avversario posizionando il rinoceronte sul suo percorso, una casella vuota o una casella giungla, che attivano un mini-gioco e la casella “attendi un 5 o un 8” (che non credo necessiti spiegazioni)

Vuoi una mano?
Sei malridotto?
Sei fortunato
Ne abbiamo otto.

Il mini-gioco è il momento cruciale di Jumanji.


Ma è anche l’unico e, se singolarmente può anche essere piacevole, ripetuto a quasi ogni turno ed in alcuni casi, anche più volte per turno, spezza drasticamente il ritmo entrando quasi subito nella monotonia. Degno di nota il codificatore.

Ti manca poco
Per arrivare,
Ora la terra
Si mette a tremare.


Consigliato?

In conclusione. Il film crea aspettative altissime nei confronti del gioco che purtroppo non riesce a soddisfare. D’altro canto, per chi ha amato il film, è un gioco da avere nella propria collezione. L’esterno (la parte più fedele) rievoca le sensazioni legate al film, nel mio caso positive. Lascia a desiderare la giocabilità: da scoprire e capire per le prime partite ma monotono e ripetitivo nelle seguenti. Se pensate invece di utilizzarlo come gioco passatempo (come risiko o monopoly), sono tentato di sconsigliarlo. Personalmente lo trovo un buon componente per arredare gli scaffali del mio studio.
Magari l’implementazione di un visore per la realtà virtuale potrebbe dare linfa e potenzialità a questo gioco d’arredo più che tavolo.

Di Jumanji
Non ti fidare,
Nel gioco da tavolo
Ti potrai insabbiare